16 Dicembre 2010
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Mola di Bari - Sento doveroso ricordare il Dott. Gianvito Pesce nel ventennale della sua scomparsa avvenuta a Mola il 17/12/1990.Sento doveroso, inoltre, denunciare una offesa volontariamente o involontariamente fatta alla Storia della nostra Comunità, alla memoria dell’uomo e del 1° Sindaco eletto con il consenso del Popolo e a quanti lo stimarono e gli furono vicino non solo ideologicamente. Per ricordare l’illustre concittadino, di seguito riporto parte del discorso da me fatto, in veste di consigliere comunale, oltre dieci anni fa in una seduta di Consiglio Comunale. Il dott. Pesce è stato: (cliccare su leggi tutto per visualizzare la mappa della zona e la bretella in contestazione)

“ il medico, chirurgo e ginecologo conosciuto in paese e fuori paese come il medico dei poveri. Testimonianze della sua elevata professionalità, dei grandi valori di umanità e solidarietà di cui era portatore sono ancora
vivi in gran parte della popolazione anche a distanza di molti anni dalla sua scomparsa. Quell’uomo non è stato soltanto un medico ma un personaggio entrato a pieno titolo nella storia di Mola sia come medico che come uomo politico impegnato su tutto il territorio e con una vocazione particolare nei confronti delle classi più povere ed indifese. Come medico, oltre alle sue doti di professionista scrupoloso, serio e preparato che fece della sua professione una missione, lo possiamo definire, scherzosamente, come il precursore dell’attuale guardia medica; egli infatti oltre ad essere definito medico dei poveri, in quanto per le prestazioni extra mutualistiche non richiedeva il compenso alle persone disagiate, era chiamato anche il medico della notte a causa di sue abitudini di vita, molto individualistiche, che lo tenevano sveglio e reperibile nelle ore notturne. Come uomo politico lo ritroviamo come primo Sindaco di Mola dopo la liberazione e successivamente fino a pochi anni dalla sua scomparsa come Consigliere Comunale. Uno spaccato del suo vissuto fu testimoniato nel teatro Vanwesterouth da numerose personalità e cittadini in occasione di una festa, molto partecipata, organizzata in suo onore in occasione del suo ritiro dalla scena politica istituzionale. Tra i vari interventi di politici, intellettuali e gente comune, ricordo quello del maestro Mario Ventura, profondo conoscitore della storia e della cultura molese, che nell’esaltare le doti dell’uomo, del professionista e del politico, mise in evidenza l’apprezzamento e la stima manifestata pubblicamente dal prefetto di Bari nei confronti di quel
Sindaco, che
avendo fatto proprio il malessere e lo stato di necessità causati dai lutti e dai danni prodotti dalla guerra ad una larga fascia di popolazione, si recava ogni giorno a Bari in Prefettura per chiedere contributi in denaro e viveri per le numerose famiglie che avevano perso ogni mezzo di sostentamento. Ricordava inoltre il maestro Ventura che per Mola il dopoguerra è stato il periodo più triste che ha causato il più massiccio esodo di giovani risorse verso il nord Italia, il nord Europa e le Americhe. In veste di capogruppo politico, estroso, intelligente ed originale era il suo modo di porsi e di affrontare la discussione ed il confronto politico e tale suo modo di essere gli procurava stima e simpatia anche da parte di avversari politici. Grande conoscitore di leggi e regolamenti che disciplinavano la cosa pubblica, quando riteneva necessario estendere e ricordare a gli altri l’esistenza della norma, non lo faceva mai direttamente per non passare per presuntuoso, ma si appellava al Segretario Generale invitandolo a leggere ed interpretare in aula il testo della legge. Per questo sono rimaste famose alcune sue frasi. Chi lo ha conosciuto non può smentirmi. Non voglio dilungarmi ancora, molti in quest’aula potrebbero più di me, e con maggior titolo, esaltare il valore di quell’uomo, però voglio cogliere l’occasione per sottolineare che il ricordo, l’esempio e la memoria di quel personaggio non possono restare chiuse in quella tomba ancora per molto tempo. “
L’offesa arrecata alla memoria è avvenuta in seguito alla decisione della Giunta Comunale guidata dal Sindaco Enzo Cristino di intitolare le strade di nuova apertura nei quartieri Cerulli, Cozzetto e San Giorgio. Con delibera di giunta n° 194 del 19/07/2001 divenuta esecutiva il 27/08/2001, individuate le nuove strade, furono assegnate le nuove denominazioni. Di fatto l’assegnazione è stata deliberata a seguito di indicazioni prodotte dalla competente Commissione Consiliare nella quale si sono confrontate e scontrate tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale. Alla memoria del dott. Pesce, evidentemente politicamente o familiarmente non rappresentato, fu assegnata una piccola e stretta bretella di collegamento pedonale fra due strade, priva di accessi e quindi di numeri civici, sulla quale si affacciano solo le testate di due costruzioni. Proteste sia della famiglia sia dello scrivente seguite da promesse di sanatoria sia del Sindaco Cristino sia del successore Berlen sono risultate vane.
Con questa pubblicazione, che ha il valore di appello alla nuova Giunta Comunale per la risoluzione del problema, invito i frequentatori del sito che sentono di condividere l’appello a dare adesione scrivendo a Commento della pubblicazione: “Aderisco all’appello per dare un giusto rispetto della memoria del dott. Gianvito Pesce – Nome e Cognome “